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Termini-Esquilino, assedio all’illegalità: sequestrati 10 milioni di articoli non conformi

Un giro d'affari che non solo mette a rischio la salute dei consumatori, ma alimenta una concorrenza sleale che soffoca i commercianti onesti

Termini-Esquilino, assedio all’illegalità: sequestrati 10 milioni di articoli non conformi

Affitti da capogiro, tra i 5 e i 12 mila euro al mese, per locali che vendono solo souvenir e bigiotteria. Un paradosso commerciale che ha spinto la Guardia di Finanza di Roma a stringere d’assedio l’area tra la Stazione Termini e l’Esquilino.  L’operazione, nata su impulso del Prefetto Lamberto Giannini dopo le gravi aggressioni avvenute a inizio anno — tra cui il pestaggio di un funzionario del Ministero — ha portato a numeri impressionanti: dieci milioni di articoli sequestrati in meno di due mesi.

L’ultimo blitz ha scovato oltre 4 milioni di pezzi tra bigiotteria e accessori irregolari in un unico negozio. Merce priva di etichette e potenzialmente tossica per la pelle, pronta a inondare il mercato nero. Secondo gli investigatori, la merce arriva dal sud-est asiatico e viene stoccata in grandi depositi nella periferia nord-est della Capitale prima di finire sugli scaffali del rione. Un giro d’affari che non solo mette a rischio la salute dei consumatori, ma alimenta una concorrenza sleale che soffoca i commercianti onesti. Le indagini ora proseguono per risalire l’intera filiera della contraffazione. Nel frattempo, il presidio delle Fiamme Gialle resta massimo per strappare il cuore di Roma al degrado e all’illegalità.