Un sistema di ruberie sistematiche all’interno della Coin di via Giolitti ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 44 persone, tra cui spiccano 9 poliziotti e 12 carabinieri. L’inchiesta, coordinata dal pm Stefano Opilio, è scattata dopo la scoperta di un ammanco record di 184mila euro, pari a circa l’11% del fatturato annuo del punto vendita. Il meccanismo, svelato da telecamere nascoste, vedeva la complicità di una cassiera che rimuoveva i dispositivi antitaccheggio e preparava borse piene di profumi, capi di abbigliamento e cosmetici da consegnare ai militari. Tra gli indagati della Polfer figurano anche alti gradi, come un primo dirigente e due commissari, insieme a diversi sottufficiali dell’Arma in servizio allo scalo ferroviario. A riportarlo La Repubblica.
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Furti alla Coin: 21 tra poliziotti e carabinieri indagati per furti seriali
L'inchiesta, coordinata dal pm Stefano Opilio, è scattata dopo la scoperta di un ammanco record di 184mila euro
“I carabinieri, che parte della stampa già si affretta a definire ‘ladri’, appena 24 ore dopo le notifiche degli avvisi di garanzia per l’inchiesta sui furti a Coin Termini, nell’ultimo anno hanno già operato circa 50 arresti in flagranza di reato oltre a quasi un centinaio di denunce a piede libero. Hanno inoltre svolto servizi antitaccheggio in borghese recuperando e restituendo merce rubata per migliaia e migliaia di euro”. Lo afferma l’avvocato Andrea Falcetta difensore di otto carabinieri indagati. “Sono indagati da ieri per episodi – dei quali dimostreremo l’insussistenza – dal valore di poche decine di euro e non come alcuni hanno riferito per un giro da centinaia di migliaia di euro, ma da inizio procedimento per alcuni sono già colpevoli”, aggiunge.