IL FATTO

Detenuto aggredisce le forze dell’ordine, agente ferito gravemente

Durante le procedure di ingresso un uomo ha colpito carabinieri e polizia penitenziaria: 30 giorni di prognosi per un agente

Detenuto aggredisce le forze dell’ordine, agente ferito gravemente

Nuovo episodio di violenza all’interno di un istituto penitenziario, dove un detenuto ha aggredito carabinieri e polizia penitenziaria durante le fasi di ingresso in carcere. I fatti risalgono a venerdì 6 febbraio e si sono verificati nella casa circondariale Rebibbia Nuovo complesso.

L’aggressione in matricola

Secondo quanto denunciato dal sindacato Osapp, l’uomo, di nazionalità egiziana e proveniente dallo stato di libertà, era stato accompagnato in istituto dai militari dell’Arma. Una volta giunto in matricola e collocato in camera di sicurezza, al momento della rimozione delle manette ha improvvisamente dato in escandescenze, colpendo i carabinieri con pugni al volto. Nel tentativo di bloccare il detenuto è intervenuto un assistente capo della polizia penitenziaria, che è stato a sua volta violentemente aggredito. L’agente ha riportato un morso al polpaccio e la frattura del polso destro, rendendo necessario il trasporto d’urgenza al pronto soccorso del policlinico Umberto I. È stato dimesso con una prognosi di 30 giorni.

La denuncia del sindacato

A rendere pubblico l’accaduto è stato l’Osapp, che ha parlato di un sistema penitenziario sempre più in difficoltà. Il segretario generale Leo Beneduci ha definito l’episodio “la fotografia di un sistema che sta collassando”, sottolineando come aggressioni di questo tipo stiano diventando una drammatica normalità nelle carceri italiane.

Le richieste dell’Osapp

Il sindacato ha espresso solidarietà ai due carabinieri e all’agente ferito, chiedendo interventi immediati e concreti: rafforzamento degli organici, procedure operative più sicure nelle fasi di ingresso, maggiore tutela del personale e conseguenze certe per chi si rende responsabile di aggressioni. “Ogni episodio di violenza deve pesare – ha ribadito Beneduci – e non scivolare via come una notizia qualunque”.