VILLA PAMPHILI

Al via il processo per il duplice delitto di Anastasia e Andromeda. La difesa punta alla perizia psichiatrica, Kaufmann: “Sono innocente…”

L'imputato in aula definisce 'mafiosi' i testimoni

Al via il processo per il duplice delitto di Anastasia e Andromeda. La difesa punta alla perizia psichiatrica, Kaufmann: “Sono innocente…”

La difesa di Francis Ford Kaufmann, l’uomo accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, tenta la carta della perizia psichiatrica. Il colpo di scena è arrivato nel corso della prima udienza del processo che vede accusato il cittadino americano di duplice omicidio aggravato e occultamento di cadavere. L’uomo è comparso in aula con i capelli rasati e una felpa blu. Dopo essersi dichiarato con il nome Rexal Ford, ha seguito l’udienza accanto al suo difensore. Per tutto il tempo ha parlato a bassa voce, in una sorta di soliloquio interrotto anche dal pianto, durante il quale ha ripetuto di “essere innocente” e accusando “i testimoni di essere tutti mafiosi”.

L’avvocato Paolo Foti ha chiesto ai giudici di disporre una perizia. Una sollecitazione legata “alle sue condizioni mentali – ha detto in aula il difensore – che negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente. Da ottobre la situazione è peggiorata, in carcere il mio assistito è stato protagonista di un violento alterco con una agente della Penitenziaria”. Da quel momento, afferma Foti, il quadro è cambiato drasticamente. “Kaufmann è stato evidentemente sedato, ai colloqui si presentava con gli abiti sporchi. Faceva discorsi privi di senso, veri e proprio monologhi deliranti”. Ad avviso della difesa le condizioni psichiatriche del 47enne “non sono compatibili con lo stare in giudizio”. Una richiesta a cui si è opposta la Procura di Roma. Per il pm Antonio Verdi non ci sono i presupposti per procedere con l’attività peritale per un detenuto che è in regime di isolamento da 7 mesi.

I giudici della prima Corte d’Assise si sono riservati di decidere “all’esito della acquisizione del diario clinico dell’imputato”. Nell’ambito dell’udienza la Corte ha, inoltre, dato il via libera alle costituzioni di parti civili dei genitori di Anastasia e di una serie di associazioni tra cui Differenza Donna, Telefono Rosa, Per Marta e per Tutte, Insieme a Marianna e Associazione Italiana vittime vulnerabile di reato.

Il pm, in riferimento ai capi di imputazioni, ha spiegato che se l’uccisione di Anastasia fosse stata commessa dopo il 17 dicembre – data dell’entrata in vigore – “sarebbe stato contestato il reato di femminicidio”. Nella lista testi depositata dall’accusa, oltre che la polizia giudiziaria, i tanti che tra l’aprile e il giugno dello scorso anno hanno visto e sono entrati in contatto a Roma con Kaufmann, Anastasia e la piccola Andromeda. “Il comportamento dell’imputato era talmente esuberante che è stato notato da molti cittadini che lo hanno anche fotografato”, ha aggiunto il rappresentante dell’accusa.

La Procura ha citato in particolare quanto avvenuto il 30 maggio quando Kaufmann, in compagnia della compagna e della figlioletta, è stato protagonista di una rissa in strada. Stesso copione il 3 giugno con una zuffa avvenuta all’interno di un bar del centro della Capitale durante la quale l’uomo è stato colpito con un pugno al volto. All’attenzione dei giudici finirà anche il video girato da un passante il 5 giugno in cui si vede Kaufmann visibilmente ubriaco e la bimba appoggiata ad un motorino. Di Anastasia nessuna traccia, la donna infatti era stata strangolata la notte precedente.

Dalle indagini, inoltre, è emerso che l’imputato alcuni giorni dopo l’uccisione della compagna cercò di contattare agenzie di “baby modelling” per far fare alla figlia di 14 mesi set pubblicitari. Un particolare spuntato dall’analisi del traffico del cellulare dell’uomo. “È stata notata da diversi talent scout (che dicono che è bellissima). È divertente e ha una bella personalità. Al momento stiamo valutando diverse agenzie che vogliono metterla sotto contratto, non siamo ancora stati a Milano” scriveva l’uomo nella probabile ricerca di soldi, che continuò a chiedere inutilmente a amici e familiari mentre progettava la fuga da Roma. Il processo è stato aggiornato al prossimo 9 febbraio.