Sarà anche il campionato la priorità della Roma ma la gara con il Panathinaikos ha la sua importanza. Non fosse solo perché in palio c’è ancora la qualificazione diretta agli ottavi dell’Europa League. Se il super girone si fosse chiuso giovedì scorso, la squadra di Gian Piero Gasperini sarebbe tra le prime, invece restano ancora novanta minuti che potrebbero cambiare lo scenario attuale. Perché è vero che i giallorossi sono certi di giocare almeno il playoff, ma l’occasione di togliere due partite dal calendario e volare direttamente agli ottavi è ghiotta, anche se non indispensabile.
“Cercheremo di fare risultato ma non è una gara da vincere assolutamente a ogni costo – dice Gasperini alla vigilia -. Siamo comunque già qualificati tra le prime 24 e, se riuscissimo a entrare nei primi otto, saremmo ancora più felici perché eviteremmo un turno di playoff. Di certo domani faremo il massimo per ottenere la qualificazione, visto che siamo arrivati all’ultima giornata ed essere dentro è un obiettivo normale. Detto questo, non mi preoccupa dover eventualmente giocare un turno in più: siamo cresciuti giocando e la quantità di partite disputate ci ha permesso di crescere qualitativamente. In questo momento della stagione, però, è chiaro che la priorità sia il campionato”.
E sono diverse le combinazioni affinché la Roma chiuda questa prima fase nel G8. Vincendo, ovviamente, non avrebbe bisogno di fare calcoli. Diverso è il discorso in caso di pareggio, perché lì servirebbe che accadano almeno due di queste condizioni: la Stella Rossa che non vince con sei gol di scarto oppure che una tra Porto, Betis e Ferencavaros non porti a casa i tre punti. Le condizioni diminuirebbero, andando a favore della Roma, se il Braga e Midtjylland perdessero con due gol di scarto.
Fondamentale, non per Gasperini, vincere per evitare gli spareggi, ma da fronteggiare ci sarà l’emergenza, pressoché totale in attacco, perché alle assenze dei nuovi (Malen, Vaz e Venturino non ancora in lista Uefa) e dei soliti infortunati (Dovbyk ed El Shaarawy), si aggiunge anche Ferguson, per un riacutizzarsi del problema alla caviglia sinistra. Così gli unici tre attaccanti a disposizione sono Soulé, Dybala e il giovane Della Rocca, nonostante anche la Joya non sia al meglio.
“Non sono in grado di dire una formazione – le parole ancora di Gasperini -. Dybala è uscito dalla partita col Milan con un piccolo acciacco al ginocchio. Lo valuteremo prima della partita”. Non a caso tra le opzioni al vaglio del tecnico giallorosso c’è anche quella di provare a schierare Wesley come esterno d’attacco.