La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un fascicolo, con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio contro ignoti, per indagare sul duplice suicidio di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, padre e madre di Claudio Carlomagno, in carcere per il femminicidio della moglie Federica Torzullo, avvenuto nell’abitazione della coppia, nel comune di Anguillara Sabazia.
Intanto è stato disposto il sequestro della villetta dei coniugi. I pm di Civitavecchia hanno disposto il sequestro della villetta dei genitori di Claudio Carlomagno, trovati impiccati nella serata di sabato sera. L’iniziativa rientra nell’attività di indagine del fascicolo avviato sul nuovo, drammatico, episodio e in cui si procede per istigazione al suicidio. Dal carcere, intanto, il reo confesso si dichiara “pentito” per quanto compiuto alle prime luci dell’alba del 9 gennaio. Ora l’obiettivo di chi indaga è capire se all’interno dell’abitazione dei due, che hanno lasciato un messaggio all’altro figlio con le ragioni dell’estremo gesto, elementi utili ad inquadrare quanto messo in atto dai genitori dell’uomo, reo confesso del femminicidio di Federica Torzullo. Gli inquirenti hanno affidato incarico per effettuare l’esame autoptico che verrà svolto presso l’istituto di medicina legale de La Sapienza.
Sotto la lente dei carabinieri lo scritto lasciato della mamma Maria (ex assessora al Comune di Anguillara) e del padre Pasquale nell’appartamento a Roma del figlio Davide e in cui si farebbe diretto riferimento anche alla “gogna” social a cui la famiglia del cinquantenne è stata sottoposta dopo l’omicidio della donna. A lanciare l’allarme è stato proprio il figlio dopo avere trovato la lettera d’addio dei genitori che aveva ospitato per alcuni giorni dopo. Non è escluso che anche sui messaggi di odio, arrivati anche sui profili social dei due, i pm possano avviare accertamenti per tentare di risalire agli autori.
Carlomagno ha ricevuto in carcere la visita del suo avvocato. “Si trova in una situazione di forte turbamento. E’ provato, consapevole e chiede notizie del figlio”, afferma il legale. Da giorni l’uomo è seguito dall’equipe di psicologi interni alla struttura carceraria. Il detenuto è di fatto controllato a vista, si temono gesti estremi.
Prosegue, intanto, l’indagine sul femminicidio e in particolare per escludere eventuali complici che avrebbero aiutato Carlomagno nelle fasi successive alla aggressione, alle 23 coltellate con cui ha spezzato la vita di Federica. In settimana, forse già mercoledì, i carabinieri dovrebbero ritornare con gli esperti del Ris nella villetta di Anguillara dove la coppia viveva – anche se erano di fatto già separati da un anno -per effettuare un accertamento irripetibile anche sull’auto. Parallelamente si cerca anche il coltello utilizzato dall’indagato. Nella sua lunga confessione davanti al gip, Carlomagno ha affermato di essersene sbarazzato lanciandolo in un corso d’acqua nella zona di via Braccianese. Al momento l’attività svolta dal Nucleo Subacquei di Roma non ha dato risultati.