LE INDAGINI

Funzionario del ministero aggredito a Termini, altri due arresti

Oggi intanto il vertice convocato in Prefettura

Funzionario del ministero aggredito a Termini, altri due arresti

Si stringe il cerchio attorno alla banda che nella tarda serata di sabato ha aggredito brutalmente un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy nella zona della stazione Termini a Roma, lasciandolo sull’asfalto in gravissime condizione. Dopo i primi due fermi, sono stati bloccati dalla polizia altri due presunti responsabili. Si tratta, anche in questo caso, di giovani cittadini tunisini: un ventenne con precedenti per furto, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e un ventunenne irregolare sul territorio italiano.

I due, poche ore dopo il pestaggio, hanno strappato il cellulare dalle mani di una donna che camminava in strada in zona Ostiense, in un altro quadrante della città. Erano circa le 12.30 di ieri quando è scattato l’allarme. La polizia li ha bloccati dopo un inseguimento. I due, fermati per aver rubato il telefono, sono poi stati collegati all’aggressione di Termini. A incastrarli gli stessi abiti che indossavano la sera prima durante l’aggressione in via Giolitti ripresa dalle telecamere di videosorveglianza.

Intanto il dirigente del Mimit resta ricoverato nella terapia intensiva dell’ospedale San Camillo. Il 57enne è in prognosi riservata, in coma farmacologico indotto, ma le sue condizioni sono stabili. Stamattina è stato sottoposto a una nuova tac cerebrale e nei prossimi giorni i medici potrebbero iniziare a estubarlo.

Le indagini di polfer, Squadra Mobile e commissariato Viminale vanno avanti per poter dare un volto e un nome a tutti i responsabili dell’aggressione al 57enne e di quella subita da un rider di 23 anni un’ora dopo nella vicina via Manin, fortunatamente ferito non in modo grave. Restano, inoltre, alcuni punti da chiarire, a partire dal motivo delle violenze. Quando è stato soccorso il funzionario ministeriale pare avesse con sé il portafogli quindi si tenderebbe a escludere una rapina finita male. In un video che ha immortalato quegli istanti si vedrebbero 7-8 persone dirigersi verso di lui e colpirlo immediatamente, come in una sorta di agguato.

E, dopo le reazioni politiche, oggi è intervenuto il sindacato di polizia Coisp. “Dai riscontri emerge ancora una volta un dato allarmante: i soggetti fermati risultano già gravati da precedenti per reati violenti – attacca il segretario generale Domenico Pianese – È il tema della recidiva, che continuiamo a denunciare da tempo: arrestare non basta se chi delinque abitualmente torna rapidamente in strada pronto a colpire di nuovo. Non possiamo chiedere alle forze dell’ordine di essere l’unico argine senza strumenti normativi adeguati e senza una reale efficacia delle misure cautelari. Lo Stato ha dimostrato di esserci, ora è necessario che la risposta sia completa, coerente e soprattutto duratura”.