Potrebbe esserci l’ombra del bullismo dietro la vicenda del 13enne di origini ucraine trovato morto la scorsa notte in strada alla periferia di Viterbo. Il corpo è stato trovato dalla madre in via Palmanova proprio sotto la finestra della loro abitazione. Il ragazzo potrebbe essersi gettato volontariamente e il fatto che il gesto sia stato compiuto la sera prima del rientro a scuola dopo le vacanze di Natale fa propendere chi indaga per un problema di bullismo.
A lanciare l’allarme era stata la madre del 13enne che aveva riferito agli inquirenti di aver visto la finestra aperta, e dopo essersi affacciata, il figlio a terra tre piani più in basso. Inizialmente da un primo esame sembrava che il corpo non presentasse alcun segno compatibile con una caduta dal terzo piano. Questa incongruenza aveva fatto scattare le indagini degli uomini della squadra mobile che nel pomeriggio, hanno ascoltato tutti i familiari del 13enne per capire se ci potessero essere eventuali responsabilità riconducibili alla sua morte.
La svolta è arrivata questa sera quando a seguito di un accurato esame necroscopico effettuato dai medici, si sarebbero evidenziate alcune lesioni nella schiena del 13enne, che potrebbero essere compatibili con una caduta da quell’altezza, ma ogni dubbio verrà dissipato dall’esame autoptico disposto dal pm Michele Adragna, che verrà eseguito venerdì prossimo nel cimitero San Lazzaro del capoluogo della Tuscia.
Intanto dopo quest’ultimo sviluppo per gli inquirenti si aprono due possibili scenari: quello della tragica fatalità che avrebbe fatto cadere il giovane accidentalmente o quello del gesto volontario. Ed proprio su questo che gli inquirenti si stanno concentrando per scoprire quale potrebbe essere il motivo che avrebbe spinto il ragazzo a un gesto estremo proprio la notte prima di ritornare a scuola dopo le vacanze di Natale.