Non solo abbandoni estivi e animali lasciati per strada. Nel 2025 emerge con forza una nuova forma di abbandono, più silenziosa ma altrettanto traumatica: la cessione formale degli animali alle associazioni. Dall’inizio dell’anno sono quasi 20mila le richieste di consegna pervenute all’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), un dato ancora in fase di analisi ma già indicativo di una tendenza preoccupante.
Cos’è la cessione
Le cessioni sono richieste avanzate dai cittadini che dichiarano di non essere più in grado di tenere il proprio animale. Una pratica che, pur risultando socialmente più accettata rispetto all’abbandono tradizionale, produce le stesse conseguenze: la perdita della famiglia e dei riferimenti affettivi per cani e gatti.
Il picco tra fine novembre e dicembre
Nell’ultima settimana di novembre e nei primi giorni di dicembre, i rifugi Enpa hanno registrato un forte incremento degli ingressi dovuti esclusivamente alle cessioni. Se nello stesso periodo dello scorso anno si contavano in media tre cessioni a settimana, quest’anno si è arrivati a tre cessioni al giorno. Un dato che conferma come l’abbandono non sia più legato a una stagionalità, ma si distribuisca lungo tutto l’arco dell’anno.
Il trauma per gli animali
«Cambiano le modalità, ma non la sostanza», sottolinea Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa. Un animale ceduto, spiega, vive lo stesso trauma di uno abbandonato: viene separato dal proprio contesto familiare e si ritrova improvvisamente in un ambiente sconosciuto, senza punti di riferimento.
Canili in sofferenza
Il bilancio nei canili e rifugi resta fortemente negativo. A fronte di tre cani che entrano nelle strutture, solo uno viene adottato. Una situazione che si aggrava ulteriormente nel periodo natalizio, quando aumentano anche le richieste di cuccioli da regalare, spesso senza una reale valutazione dell’impegno richiesto.
Il messaggio di Enpa per Natale
Proprio per contrastare questo fenomeno, Enpa ribadisce il proprio messaggio: un animale è per sempre, non solo per le festività. «L’adozione non può essere una scelta emotiva o legata a un momento dell’anno», spiega Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale Enpa. Cani e gatti cambiano la quotidianità di una famiglia e richiedono tempo, responsabilità e costanza.
Stop agli affidi durante le feste
Alla luce dei dati, durante le vacanze natalizie Enpa ha deciso di non dare in affido i cani. L’invito rivolto alle famiglie interessate è quello di recarsi nei rifugi per svolgere attività di volontariato, conoscere gradualmente gli animali e costruire un percorso basato sulla relazione e sul tempo condiviso.
Verso un’adozione responsabile
«Il nostro obiettivo è avere rifugi vuoti – conclude D’Angelo – ma questo è possibile solo se cresce la cultura dell’adozione consapevole». Non conta la razza, sottolinea Enpa, ma la compatibilità tra l’animale e lo stile di vita della famiglia. Nei rifugi, infatti, sono presenti anche molti animali di razza.
Una scelta che dura per sempre
L’appello finale è chiaro: non comprare animali e non regalarli a Natale. Perché non esistono forme gentili di abbandono, ma solo la responsabilità di una scelta che deve accompagnare l’animale per tutta la vita.