La decisione

Bene confiscato a criminalità ospiterà una sede del Csm

Il sottosegretario al ministero dell'Interno con delega ai beni confiscati, Wanda Ferro 'segno concreto della legalità e vittoria Stato'

Bene confiscato a criminalità ospiterà una sede del Csm

Un immobile confiscato alla criminalità organizzata, situato nel cuore di Roma, in via Andrea Cesalpino 12, avrà presto una nuova vita: ospiterà una delle sedi del Consiglio Superiore della Magistratura. La decisione – formalizzata nelle scorse ore su delibera del Consiglio direttivo, dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) – nasce dall’esigenza, rappresentata dal Csm, di disporre in tempi rapidi di una sede aggiuntiva per le proprie necessità logistiche e funzionali. L’Anbsc, in accordo con l’Agenzia del Demanio e con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha accolto la richiesta, individuando nell’immobile di via Cesalpino – che si sviluppa su cinque livelli e dispone di una piccola area di pertinenza – la soluzione più idonea e immediatamente disponibile. I lavori di restauro e riqualificazione dell’edificio, già avviati, proseguiranno a cura del ministero delle Infrastrutture – dipartimento per le opere pubbliche e le politiche abitative.

 

Per il sottosegretario al ministero dell’Interno con delega ai beni confiscati, Wanda Ferro, “restituire un bene confiscato alla criminalità organizzata alla piena disponibilità dello Stato – e farlo destinandolo a una delle massime istituzioni di garanzia della nostra democrazia, come il Consiglio Superiore della Magistratura – ha un valore che va ben oltre l’aspetto funzionale. È un segno concreto e profondamente simbolico di affermazione della legalità, della vittoria dello Stato sull’arroganza mafiosa. Questo intervento – realizzato grazie all’impegno del ministero dell’Interno e dell’Agenzia nazionale per i Beni Confiscati e in sinergia con Agenzia del Demanio e Ministero delle Infrastrutture – evidenzia la forte collaborazione tra le Istituzioni dello Stato in un percorso comune volto alla valorizzazione dei beni confiscati e alla loro piena restituzione alla comunità”.